Il Maestro e l’allievo: Tra Disciplina e Libertà

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C’è un momento, quando qualcuno entra per la prima volta nella mia scuola, in cui capisco subito perché è lì. Alcuni arrivano con la fame di imparare, pronti a prendere appunti, studiare, mettersi alla prova. Altri invece portano con sé solo il desiderio di suonare, di sentire la batteria vibrare sotto le mani, di vivere quell’istante di libertà che solo il ritmo sa dare.

E sai una cosa? Hanno tutti ragione.

Perché un maestro non è quello che assegna compiti, verifica esercizi o misura i progressi settimana dopo settimana. Il maestro, quello vero, deve prima di tutto capire chi ha davanti. Capire se quella persona cerca la disciplina o il semplice piacere di stare dentro il suono.

La musica è una forma di benessere, e non solo per chi diventa un professionista. Fare musica, anche a un livello elementare, accende qualcosa nella mente e nel corpo: stimola la concentrazione, migliora la coordinazione, calma, dà gioia. È un esercizio di presenza, di ascolto, di equilibrio. Non tutti devono diventare musicisti preparati; ma tutti possono vivere la musica.

Nelle mie lezioni suonare insieme è una pratica costante. Che sia un brano o un semplice esercizio, quel momento condiviso diventa il cuore dell’apprendimento. I miei allievi apprendono guardando e ascoltando: il modo in cui muovo le mani, come respiro, come anticipo o rilasso il tempo. In quei momenti la lezione diventa silenziosa, ma piena di significato.

Certo, se l’obiettivo è crescere, arrivare a una vera padronanza dello strumento, non ci sono scorciatoie: servono metodo, costanza e un maestro che ti accompagni passo dopo passo. Ma non tutti hanno lo stesso tempo, la stessa energia o le stesse priorità.

E allora il compito dell’insegnante non è giudicare, ma guidare ciascuno verso la sua personale forma di musica. A volte è un percorso di tecnica e rigore, altre è un viaggio verso sé stessi, attraverso il suono.

Questa riflessione la dedico a tutti i miei allievi: a chi con metodo e sudore lavora ogni giorno per raggiungere il proprio obiettivo, e a chi ama semplicemente immergersi nella propria musica preferita. Perché in entrambi i casi, l’importante è che la musica continui a battere dentro di noi.