Quando la batteria diventa famiglia, crescita, fede e libertà d’espressione
Come ogni estate, quando l’aria si fa più calda e la voglia di musica invade le strade, alla Groove Master Drum School di Roma scatta l’appuntamento immancabile con la nostra grande festa: la celebrazione dello strumento che amiamo sopra ogni cosa, la batteria.
Il palco del Risto/Teatro Primo Piano, che ci ospita ormai da anni con la sua accoglienza familiare, si è acceso ancora una volta con i battiti dei miei allievi, o quasi tutti, che si sono alternati uno dopo l’altro per suonare i pezzi che hanno preparato con cura durante le nostre lezioni. È un rituale che sa di famiglia, di sudore, di pazienza, ma soprattutto di passione pura, quella che solo un batterista può conoscere quando impugna le bacchette.
Quest’anno, però, la festa ha avuto un sapore nuovo, un’energia diversa che arriva dai giovani che crescono e non si fermano più al semplice studio individuale. No, loro iniziano a respirare la musica in gruppo, a cercare e costruire la propria identità sonora insieme ad altri compagni di avventura. E non è solo teoria: c’è Michele, la cui famiglia è una piccola orchestra domestica dove la mamma suona chitarra e canta, il papà fa vibrare il basso e la sorella maggiore incanta con la voce solista. Una vera dinastia musicale!
Poi c’è Damiano, che ha dato vita alla sua prima band direttamente al liceo, un gruppo formato dai suoi compagni di scuola, pronti a fare musica insieme tra i banchi e sul palco. E Mischel — sì, avete letto bene, con la “s” in più: per quello potete prendervela con il funzionario dell’anagrafe! — che invece ha trovato i suoi compagni di viaggio musicali sul web, sfruttando la potenza di Internet per costruire un progetto tutto suo.
Non meno speciale è Erika, che con i suoi compagni percorre un cammino di fede e musica, esibendosi regolarmente durante le funzioni religiose. La musica come strumento di comunione e di spiritualità, un altro volto della batteria che spesso si dimentica.
Naturalmente, non possiamo dimenticare chi, come Alessia, Federico, Armando, Fabrizio, Lorenzo, Davide, Dario e Giuseppe, ha preferito esibirsi sulle basi dei propri brani preferiti, esprimendo ognuno con la propria personalità quella musicalità che ha coltivato in questi mesi.
La serata è stata un concentrato di emozioni, di energia, di storie diverse che si incontrano e si fondono in un unico ritmo. Un pomeriggio che è partito con qualche imprevisto tecnico — d’altronde, a teatro e ristorante, tra casse, microfoni e strumenti, un problema ci sta sempre — ma che ha trovato subito la sua strada grazie anche ad Andrea, uno dei titolari del Primo Piano, che oltre a gestire il locale è anche un batterista talentuoso e ha dato una mano preziosa per risolvere la situazione.
Insomma, la Festa della Musica 2025 alla Groove Master Drum School non è stata solo una serata di esibizioni, ma un momento di crescita collettiva, una conferma che la batteria non è soltanto uno strumento, ma un cuore che pulsa in tanti modi diversi. Vedere questi ragazzi sul palco, ognuno con la propria storia, la propria voce ritmica, è la conferma più bella del lavoro che facciamo ogni giorno in scuola.
Perché alla fine la musica è questo: un linguaggio universale che parla di chi siamo, di cosa sentiamo, e che trova il suo battito più vero proprio lì, sotto le mani di un batterista.
🎯 Ci vediamo nel 2026 per la prossima edizione!
Intanto, se vuoi entrare anche tu a far parte di questa tribù di cuori che battono a tempo, vieni a trovarci alla Groove Master Drum School. Il palco ti aspetta.
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