Nel mondo della batteria, e più in generale della musica, c’è un concetto spesso sottovalutato ma essenziale: il valore dei fondamentali. Benny Greb, uno dei batteristi più influenti del nostro tempo, ha descritto con saggezza questo ciclo infinito di apprendimento:

“Non è mai un passo indietro concentrarsi regolarmente sulle basi e sui fondamentali. È lì che avviene la crescita reale.”
Questa riflessione non è soltanto una massima ispirazionale, ma rappresenta una verità concreta che chiunque abbia mai padroneggiato uno strumento musicale, o qualsiasi altra arte, può testimoniare. Esploriamo insieme perché tornare alle basi sia un atto di progresso e come questo approccio possa trasformare il nostro percorso musicale.
La sensibilità del sistema batteristico
Come spiega Benny Greb, la batteria è uno strumento estremamente sensibile. Ogni dettaglio conta. Anche un piccolo aggiustamento, come cambiare il punto in cui s’impugna la bacchetta di appena 1 o 2 millimetri, può alterare completamente la sensazione del tocco e il risultato sonoro. Questo è un esempio lampante di come i fondamentali non siano mai statici o scontati, ma piuttosto dinamici e in continua evoluzione.
Quando un batterista si concentra su queste micro-regolazioni, scopre che la batteria diventa un laboratorio infinito di sperimentazione. Per esempio, batteristi come Steve Gadd e Jojo Mayer hanno condiviso che gran parte della loro maestria deriva dall’aver perfezionato dettagli apparentemente minimi, come l’angolazione del polso o la posizione della mano sul rullante.
Il ciclo del progresso: dai concetti avanzati ai fondamentali
Un altro aspetto cruciale sottolineato da Benny Greb è il ciclo costante che caratterizza il processo di apprendimento: esplorare concetti avanzati, spingere i confini delle proprie abilità e poi tornare ai fondamentali assoluti. Questo non è un semplice esercizio di revisione, ma una riscoperta di ciò che rende il nostro suono unico e autentico.
Un caso concreto è quello di Dave Weckl, leggenda della batteria jazz e fusion. In molte interviste, Weckl ha sottolineato come, dopo anni di tecniche avanzate, abbia deciso di tornare a concentrarsi sull’ergonomia e sulla postura, accorgendosi che miglioramenti in queste aree hanno avuto un impatto significativo sul suo suono e sulla sua resistenza fisica. Questo ritorno ai fondamentali gli ha permesso di suonare con maggiore fluidità e di ampliare ulteriormente le sue capacità.
L’importanza della pratica deliberata
Per comprendere il valore dei fondamentali, è utile considerare il concetto di “pratica deliberata”, un metodo reso famoso da studi psicologici sull’apprendimento. La pratica deliberata si concentra sull’analisi e il miglioramento consapevole di specifici aspetti delle proprie abilità, spesso attraverso la ripetizione mirata e la correzione dei dettagli.
Per esempio, il semplice esercizio di colpire un rullante con colpi singoli può sembrare banale, ma è un’opportunità per migliorare la dinamica, il controllo e il bilanciamento tra le mani. Un esperimento condotto dal Berklee College of Music ha dimostrato che studenti che dedicavano 15 minuti al giorno a esercizi di base come il controllo del colpo singolo miglioravano significativamente più velocemente rispetto a chi si concentrava solo su brani complessi.
La bellezza meditativa del ritorno alle basi
Benny Greb descrive il ritorno ai fondamentali come un processo meditativo. Questo è un aspetto che non solo migliora la tecnica, ma arricchisce anche l’esperienza musicale. Concentrarsi sul singolo gesto, sul singolo tocco, permette al batterista di entrare in uno stato di “flow”, in cui il tempo sembra fermarsi e tutto ciò che conta è il momento presente.
Questo approccio meditativo è stato esplorato anche da grandi compositori e musicisti come Pierre Boulez, che ha sottolineato l’importanza del gesto sonoro come elemento fondamentale nella creazione musicale. Studi successivi, come quelli di Jean-Jacques Nattiez e Delalande, hanno ulteriormente approfondito il legame tra gesto e suono, mostrando come questa connessione sia alla base di una comprensione più profonda della musica.
Applicazioni pratiche per studenti e professionisti
Come possiamo applicare questi principi nella pratica quotidiana? Ecco alcune idee:
- Rallenta e analizza: Dedica del tempo a suonare esercizi lenti, concentrandoti sulla precisione e sul controllo. Un esercizio utile è suonare rudimenti a metronomo a velocità estremamente basse per analizzare ogni dettaglio del movimento.
- Micro-regolazioni: Prova a modificare piccoli aspetti della tua tecnica, come il punto di presa della bacchetta o la posizione dei piedi sul pedale. Registra i risultati e osserva come questi dettagli influenzano il tuo suono.
- Alterna complessità e semplicità: Alterna sessioni di studio su brani complessi con momenti dedicati esclusivamente ai fondamentali. Questo equilibrio aiuta a mantenere una prospettiva chiara sulle tue capacità.
- Pratica consapevole: Durante ogni sessione, dedica almeno 10 minuti a un esercizio che consideri semplice, ma fallo con la massima attenzione e intenzionalità.
Conclusione: il viaggio infinito della batteria
La batteria, come ogni arte, è un viaggio senza fine. Tornare alle basi non significa fare un passo indietro, ma piuttosto costruire una base solida per spingersi sempre più in alto. Come ha detto Benny Greb, “i piccoli accorgimenti possono fare la differenza”, e questa attenzione ai dettagli è ciò che distingue i musicisti mediocri dai grandi artisti.
Che tu sia un principiante o un professionista, non dimenticare mai che nei fondamentali risiede la vera crescita. Ogni colpo, ogni dettaglio, ogni momento dedicato a perfezionare la tua arte è un passo verso una comprensione più profonda della musica e di te stesso come musicista. Come Greb ci ricorda,
“È nei dettagli che troviamo la bellezza.”
Leonardo D’Angelo

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